Aggiornamenti Archivi - Centro Moveo https://www.centromoveo.it/category/aggiornamenti/ Psicologia e Psicoterapia Fri, 09 Apr 2021 12:28:49 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.7.2 https://www.centromoveo.it/wp-content/uploads/2019/10/cropped-Logo-1-1-32x32.jpg Aggiornamenti Archivi - Centro Moveo https://www.centromoveo.it/category/aggiornamenti/ 32 32 Draghi: «Smettete di vaccinare psicologi di 35 anni.» https://www.centromoveo.it/2021/04/09/draghi-smettete-di-vaccinare-psicologi-di-35-anni/ Fri, 09 Apr 2021 12:27:43 +0000 https://www.centromoveo.it/?p=1447 Facciamo un po’ di chiarezza, che è sempre utile per tutti. Lo psicologo è dal 2018 un professionista sanitario, ragione per cui, per fare un esempio terra terra, è possibile scaricare il 19% della sua fattura. Cosa ci rende una professione sanitaria? Il fatto che ci viene riconosciuto che svolgiamo “attività di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione” (Ministero della Salute). Nel momento in cui il Governo ha cominciato a programmare il piano vaccinale anti Covid-19 è stato valutato se creare dei “gruppi target”, ovvero delle categorie di individui che dovessero avere una priorità nella somministrazione del vaccino. Tali erano sicuramente le persone con vulnerabilità (legata ad età o stato di salute precario), ma anche delle categorie professionali che lavorano a stretto contatto prolungato con altri individui, e che quindi, pur non essendo in fascia di età di particolare vulnerabilità, potevano diventare vettore del virus e origine di focolai. Il contagio può essere quindi diffuso da un professionista sanitario anche tra popolazioni vulnerabili o che, per casi particolari, non potessero a loro volta ricevere la vaccinazione (pensiamo ai professionisti che lavorano nei reparti oncologici, con pazienti immunodepressi, ecc). Per tale motivo le professioni sanitarie (che sono più di 30 e includono medici e infermieri) sono state inserite tra gli individui da vaccinare con priorità. Questa priorità non è stata però decisa dagli Ordini professionali o dal singolo professionista, ma dalle autorità preposte, ovvero da ATS e Regioni, sempre in linea con le indicazioni governative (il ministero della Salute in collaborazione con la struttura del Commissario Straordinario per l’emergenza COVID, AIFA, ISS e AGENAS1). Per tale motivo anche a noi professionisti della salute mentale è stata data l’opportunità di accedere alla vaccinazione. Non siamo andati al Centro Vaccinale sgomitando e saltando la fila, perché è questa l’immagine che si è visualizzata nelle menti di molti italiani dopo aver ascoltato le frasi espresse ieri dal Presidente Draghi. Siamo stati convocati e abbiamo potuto scegliere se aderire o no alla campagna, anzi, siamo stati caldamente spronati, per etica sociale e responsabilità verso i pazienti di cui ci facciamo carico. Il nostro lavoro non sempre si può svolgere online, non sempre si riesce a mantenere la social distancing (pensiamo al lavoro con i bambini, che sotto i 6 anni sono privi di mascherina), non sempre riusciamo a rendere il nostro apporto efficace, rispettando tutte le necessarie norme per il contenimento della diffusione della pandemia. E allora perché non limitare questi rischi (siamo consapevoli che possiamo essere comunque vettori del virus, ma il rischio è inferiore con la vaccinazione) accettando l’opportunità di essere vaccinati? Non abbiamo deciso noi se questa priorità dovesse addirittura scavalcare le liste degli over 80. Non abbiamo potuto decidere di rinviare il nostro vaccino, perché non sapevano se avremmo avuto una “seconda possibilità”. A ciò va ad aggiungersi il fatto che dalla scorsa settimana è entrato in vigore addirittura l’obbligo vaccinale per le professioni sanitarie (D.L. 1 aprile 2021, n.44). Ne consegue che il Governo ha stabilito che un professionista sanitario non può rifiutare la vaccinazione, pena la sospensione dal diritto di svolgere prestazioni o mansioni che implicano contatti interpersonali o comportano, in qualsiasi altra forma, il rischio di diffusione del contagio. Lasciamo a voi le considerazioni su queste incongruenze. Tuttavia vogliamo condividere una riflessione: sembra quasi essere messa in dubbio la liceità dell’appartenenza della categoria degli psicologi alle professioni sanitarie, quasi fossimo una categoria “imbucata” per ottenere qualche tipo di beneficio indiretto. Ma davvero consideriamo la salute mentale così poco significativa da finire in fondo alla lista delle proprie priorità? Ci fa sbigottire il messaggio che leggiamo tra le righe, come se il potersi permettere di chiedere aiuto per un disagio psicologico corrisponda quasi a volersi concedere un vizio, il vezzo di una persona, un “di più”. Così, ci piacerebbe poterlo far presente al Presidente, diciamo ai nostri giovani (che per fortuna finalmente invece stanno muovendosi, chiedendo aiuto, sforzandosi di guardare in faccia il proprio malessere, cercando un aiuto psicologico) che si stanno rivolgendo a degli approfittatori, rinverdendo lo stereotipo tutto italiano dello psicologo come figura sostituibile, non fondamentale, poco utile, con ricadute ad effetto domino sulla credibilità della nostra professione, che stiamo faticosamente costruendo facendo parlare il nostro lavoro e i risultati. Non in ultimo, stiamo dicendo agli italiani che, data la situazione pandemica, potrebbero fare a meno dell’aiuto dello psicologo, perché, alla fine, c’è la pandemia e ci sono dei bisogni “più pressanti”. Speriamo davvero che le decine di chiamate che riceviamo settimanalmente (segnale di un cambio di rotta rispetto alla paura e poca stima che per decenni hanno contraddistinto la nostra categoria), possano smentire questi nostri timori, resta l’amaro in bocca per una occasione in cui sentiamo di essere capro espiatorio di malfunzionamenti, le cui cause sono da cercare altrove. Guardiamo il dolore, il malessere e la fatica che ci portano i nostri pazienti dopo questo anno assurdo. Guardiamo quello che ci portiamo a casa dopo i colloqui e per cui non chiudiamo occhio la notte. Sentiamo la responsabilità dei sorrisi dei bambini che vediamo in terapia. E ringraziamo chi di noi si fida, senza aggiungere altro. Chiara Lo Curto Psicologa Psicoterapeuta Cristina Battista Psicologa Psicoterapeuta 1 Fonte: sito Ministero della Salute (http://www.salute.gov.it/portale/news/p3_2_1_1_1.jsp?lingua=italiano&menu=notizie&p=dalministero&id=5319)

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Facciamo un po’ di chiarezza, che è sempre utile per tutti.

Lo psicologo è dal 2018 un professionista sanitario, ragione per cui, per fare un esempio terra terra, è possibile scaricare il 19% della sua fattura. Cosa ci rende una professione sanitaria? Il fatto che ci viene riconosciuto che svolgiamoattività di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione” (Ministero della Salute).

Nel momento in cui il Governo ha cominciato a programmare il piano vaccinale anti Covid-19 è stato valutato se creare dei “gruppi target”, ovvero delle categorie di individui che dovessero avere una priorità nella somministrazione del vaccino. Tali erano sicuramente le persone con vulnerabilità (legata ad età o stato di salute precario), ma anche delle categorie professionali che lavorano a stretto contatto prolungato con altri individui, e che quindi, pur non essendo in fascia di età di particolare vulnerabilità, potevano diventare vettore del virus e origine di focolai. Il contagio può essere quindi diffuso da un professionista sanitario anche tra popolazioni vulnerabili o che, per casi particolari, non potessero a loro volta ricevere la vaccinazione (pensiamo ai professionisti che lavorano nei reparti oncologici, con pazienti immunodepressi, ecc). Per tale motivo le professioni sanitarie (che sono più di 30 e includono medici e infermieri) sono state inserite tra gli individui da vaccinare con priorità. Questa priorità non è stata però decisa dagli Ordini professionali o dal singolo professionista, ma dalle autorità preposte, ovvero da ATS e Regioni, sempre in linea con le indicazioni governative (il ministero della Salute in collaborazione con la struttura del Commissario Straordinario per l’emergenza COVID, AIFA, ISS e AGENAS1). Per tale motivo anche a noi professionisti della salute mentale è stata data l’opportunità di accedere alla vaccinazione.

Non siamo andati al Centro Vaccinale sgomitando e saltando la fila, perché è questa l’immagine che si è visualizzata nelle menti di molti italiani dopo aver ascoltato le frasi espresse ieri dal Presidente Draghi. Siamo stati convocati e abbiamo potuto scegliere se aderire o no alla campagna, anzi, siamo stati caldamente spronati, per etica sociale e responsabilità verso i pazienti di cui ci facciamo carico.

Il nostro lavoro non sempre si può svolgere online, non sempre si riesce a mantenere la social distancing (pensiamo al lavoro con i bambini, che sotto i 6 anni sono privi di mascherina), non sempre riusciamo a rendere il nostro apporto efficace, rispettando tutte le necessarie norme per il contenimento della diffusione della pandemia. E allora perché non limitare questi rischi (siamo consapevoli che possiamo essere comunque vettori del virus, ma il rischio è inferiore con la vaccinazione) accettando l’opportunità di essere vaccinati?

Non abbiamo deciso noi se questa priorità dovesse addirittura scavalcare le liste degli over 80.

Non abbiamo potuto decidere di rinviare il nostro vaccino, perché non sapevano se avremmo avuto una “seconda possibilità”.

A ciò va ad aggiungersi il fatto che dalla scorsa settimana è entrato in vigore addirittura l’obbligo vaccinale per le professioni sanitarie (D.L. 1 aprile 2021, n.44). Ne consegue che il Governo ha stabilito che un professionista sanitario non può rifiutare la vaccinazione, pena la sospensione dal diritto di svolgere prestazioni o mansioni che implicano contatti interpersonali o comportano, in qualsiasi altra forma, il rischio di diffusione del contagio.

Lasciamo a voi le considerazioni su queste incongruenze.

Tuttavia vogliamo condividere una riflessione: sembra quasi essere messa in dubbio la liceità dell’appartenenza della categoria degli psicologi alle professioni sanitarie, quasi fossimo una categoria “imbucata” per ottenere qualche tipo di beneficio indiretto. Ma davvero consideriamo la salute mentale così poco significativa da finire in fondo alla lista delle proprie priorità? Ci fa sbigottire il messaggio che leggiamo tra le righe, come se il potersi permettere di chiedere aiuto per un disagio psicologico corrisponda quasi a volersi concedere un vizio, il vezzo di una persona, un “di più”.

Così, ci piacerebbe poterlo far presente al Presidente, diciamo ai nostri giovani (che per fortuna finalmente invece stanno muovendosi, chiedendo aiuto, sforzandosi di guardare in faccia il proprio malessere, cercando un aiuto psicologico) che si stanno rivolgendo a degli approfittatori, rinverdendo lo stereotipo tutto italiano dello psicologo come figura sostituibile, non fondamentale, poco utile, con ricadute ad effetto domino sulla credibilità della nostra professione, che stiamo faticosamente costruendo facendo parlare il nostro lavoro e i risultati.

Non in ultimo, stiamo dicendo agli italiani che, data la situazione pandemica, potrebbero fare a meno dell’aiuto dello psicologo, perché, alla fine, c’è la pandemia e ci sono dei bisogni “più pressanti”.

Speriamo davvero che le decine di chiamate che riceviamo settimanalmente (segnale di un cambio di rotta rispetto alla paura e poca stima che per decenni hanno contraddistinto la nostra categoria), possano smentire questi nostri timori, resta l’amaro in bocca per una occasione in cui sentiamo di essere capro espiatorio di malfunzionamenti, le cui cause sono da cercare altrove.

Guardiamo il dolore, il malessere e la fatica che ci portano i nostri pazienti dopo questo anno assurdo. Guardiamo quello che ci portiamo a casa dopo i colloqui e per cui non chiudiamo occhio la notte. Sentiamo la responsabilità dei sorrisi dei bambini che vediamo in terapia. E ringraziamo chi di noi si fida, senza aggiungere altro.

Chiara Lo Curto

Psicologa Psicoterapeuta

Cristina Battista

Psicologa Psicoterapeuta

1 Fonte: sito Ministero della Salute

(http://www.salute.gov.it/portale/news/p3_2_1_1_1.jsp?lingua=italiano&menu=notizie&p=dalministero&id=5319)

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Sedute in studio, norme da rispettare https://www.centromoveo.it/2020/05/07/bergamo-norme-colloqui-psicologo-covid/ Thu, 07 May 2020 14:44:39 +0000 https://www.centromoveo.it/?p=1304 Bergamo norme colloqui psicologo psicoterapeuta Centro Moveo Covid-19 Come tutti  sappiamo, dal 4 maggio siamo entrati ufficialmente nella “fase 2” del lockdown. Abbiamo preferito, nonostante per noi non vi fosse una chiusura imposta, sospendere gli incontri in studio per preservare l’incolumità di utenza e professionisti. E’ stata una scelta difficile, ma necessaria!  Tuttavia l’attività dell’équipe di Centro Moveo non si è mai arrestata del tutto, abbiamo continuato a lavorare online, proponendo attività educative e creative per i bambini a casa da scuola, uno sportello di supporto telefonico gratuito, riflessioni e aggiornamenti con articoli su sito e social, portando avanti i nostri progetti di  ampliare l’équipe e proporre nuovi servizi. Abbiamo deciso di utilizzare questo “tempo sospeso” per formarci ulteriormente e per procurarci tutto il necessario per potere assicurare un ambiente sicuro (disinfettanti, sanificatore tramite ozono, gel idroalcolico, dpi…). Per questo, dall’11 maggio riprenderemo i colloqui in presenza per l’area psicologica e della neuropsicomotricità. Continueremo a dare priorità alle situazioni urgenti e indifferibili, quindi prediligendo un mezzo di comunicazione alternativo, quando possibile, ma siamo pronti a ripartire.  E’ importante che siano chiare, però, le norme sopraindicate da rispettare rigidamente per potere essere certi di non andare incontro ad alcun rischio. La fase 2 è solo una scelta arbitraria, un nome simbolico, siamo noi a dovere abbracciare (solo in questo caso, per il resto è vietato!) i comportamenti più corretti per fermare questo virus.  Per qualsiasi richiesta scriveteci su info@centromoveo.it o tramite la nostra pagina dedicata ai contatti. Vieni a conoscere l’équipe psicologica Share

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Bergamo norme colloqui psicologo psicoterapeuta Centro Moveo Covid-19

Come tutti  sappiamo, dal 4 maggio siamo entrati ufficialmente nella “fase 2” del lockdown. Abbiamo preferito, nonostante per noi non vi fosse una chiusura imposta, sospendere gli incontri in studio per preservare l’incolumità di utenza e professionisti. E’ stata una scelta difficile, ma necessaria! 

Tuttavia l’attività dell’équipe di Centro Moveo non si è mai arrestata del tutto, abbiamo continuato a lavorare online, proponendo attività educative e creative per i bambini a casa da scuola, uno sportello di supporto telefonico gratuito, riflessioni e aggiornamenti con articoli su sito e social, portando avanti i nostri progetti di  ampliare l’équipe e proporre nuovi servizi. Abbiamo deciso di utilizzare questo “tempo sospeso” per formarci ulteriormente e per procurarci tutto il necessario per potere assicurare un ambiente sicuro (disinfettanti, sanificatore tramite ozono, gel idroalcolico, dpi…).

Per questo, dall’11 maggio riprenderemo i colloqui in presenza per l’area psicologica e della neuropsicomotricità. Continueremo a dare priorità alle situazioni urgenti e indifferibili, quindi prediligendo un mezzo di comunicazione alternativo, quando possibile, ma siamo pronti a ripartire. 

E’ importante che siano chiare, però, le norme sopraindicate da rispettare rigidamente per potere essere certi di non andare incontro ad alcun rischio. La fase 2 è solo una scelta arbitraria, un nome simbolico, siamo noi a dovere abbracciare (solo in questo caso, per il resto è vietato!) i comportamenti più corretti per fermare questo virus. 

Per qualsiasi richiesta scriveteci su info@centromoveo.it o tramite la nostra pagina dedicata ai contatti.

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Annuncio sui servizi https://www.centromoveo.it/2020/03/08/sportello-psicologico-gratuito-bergamo/ Sun, 08 Mar 2020 09:08:28 +0000 https://www.centromoveo.it/?p=1222 Aggiornamento Si comunica che lo sportello di sostegno psicologico gratuito si è concluso a maggio 2020. Abbiamo introdotto un servizio di consulenza online a prezzo calmierato per chi fosse impossibilitato a raggiungere il Centro perché residente fuori Bergamo. Contattaci ai riferimenti in fondo alla pagina. × Rimuovi avviso Sportello psicologico gratuito Bergamo Anche Centro Moveo dà il suo piccolo contributo in questo momento delicato. Lo sportello di supporto telefonico diventa gratuito. Fissa un appuntamento mandando: un SMS o un WhatsApp ai numeri: 366 3340439 – 392 1133562 scrivendo una e-mail all’indirizzo info@centromoveo.it Segnalateci altre iniziative di solidarietà sul territorio, “we rise by lifting others“! Vieni a conoscere l’équipe psicologica Share

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Sportello psicologico gratuito Bergamo

Anche Centro Moveo dà il suo piccolo contributo in questo momento delicato.

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